Sabato comincia la 74esima edizione della Vuelta España. Sarà probabilmente un appuntamento meno noto al grande pubblico rispetto a Giro e Tour, ma la corsa spagnola è un pilastro del calendario mondiale. E, da quando l’organizzazione è passata in mano ai francesi di Aso, ha un magnetismo maggiore nei confronti dei grandi nomi.
I migliori al via
Non ci sarà chi la Vuelta l’ha vinta nel 2018, ovvero Simon Yates. E mancherà anche il secondo dell’ultima edizione, ovvero Enric Mas. Torna in sella invece il colombiano Miguel Angel Lopez, terzo l’anno scorso e reduce da un Giro con più ombre (non tutte direttamente dipendenti da lui) che luci. È lui uno dei corridori di riferimento, per un’Astana che porta al via anche l’instancabile Jakob Fuglsang, straordinario in primavera e sfortunato protagonista del Tour de France. Se si parla di favoriti, però, è doveroso guardare alla Jumbo-Visma: la squadra neerlandese (che recentemente ha annunciato l’ingaggio di Tom Dumoulin per la prossima stagione) schiera al via di Torrevieja una squadra stellare, con Primoz Roglic e Stephen Kruijswijk che partono da capitani e con il neozelandese George Bennett tutt’altro che trascurabile. Sul piano delle logiche di squadra, sarà probabilmente duello fra i gialloneri e i “padroni di casa” della Movistar, che partono con il vincitore del Giro 2019, Richard Carapaz, affiancato dal campione del mondo Alejandro Valverde e dal colombiano Nairo Quintana. La Ineos ha sollevato il sipario sul suo organico: non ci saranno né Bernal né Thomas né, per ovvi motivi, Froome; gli oneri di classifica spetteranno a Wout Poels, che normalmente è un gregario di lusso per le altre stelle ma che è corridore di talento e qualità, anche da primi 5 della generale. Per il podio sembra esserci anche Rigoberto Uran. Il colombiano della Ef è sempre enigmatico, ma quando c’è da entrare nelle classifiche finali dei grandi giri raramente tradisce. Occhio al polacco Rafael Majka (Bora), spesso però discontinuo quando è chiamato a fare classifica, e al neerlandese Wilco Kelderman (Sunweb), la cui stagione è stata però segnata finora da una gravissima caduta patita in primavera. In un campo pretendenti di alto, ma non altissimo, livello rimane da vedere cosa sarà in grado di far vedere Fabio Aru, che al Tour ha fatto intravedere qualche buon segnale, dopo l’operazione a un’arteria iliaca.
Quelli che non ti aspetti…
Percorso esigente, quello della Vuelta, con tante salite, una cronosquadre e una prova individuale contro il tempo. Di spazio per sorprendere ce n’è parecchio, anche se sarà difficile che Jumbo Visma e Movistar perdano il controllo della corsa. Fra i potenziali “intrusi” nelle lotte di classifica, ci mettiamo il colombiano della Ef (anche lui, come Uran) Dani Martinez, lo sloveno della Uae Tadej Pogacar, lo spagnolo della Cofidis Jesus Herrada ed Esteban Chaves, che in contumacia fratelli Yates sarà il capitano della Mitchelton Scott. E magari anche Davide Formolo vorrà provare a salutare la Bora (andrà alla Uae) con una Vuelta da primi 10.
Classifica? Meglio le tappe
Sono tante però le squadre che si presentano in Spagna senza l’uomo da classifica. Lotto Soudal (occhio al norvegese Carl Hagen), Ag2R (con Pierre Latour), Bahrain Merida (c’è Dylan Teuns), CCC, Deceuninck (attenzione al britannico James Knox e al francese Remi Cavagna però), Groupama, Dimension Data (con il sempre interessante Ben O’Connor e il frequentemente deludente Louis Meintjes), Katusha (da tenere sott’occhio il giovane italiano Matteo Fabbro) e Trek, oltre alle tre Continental di casa (Burgos BH, Euskadi e Caja-Rural) proveranno ad andare a caccia di tappe. Molto probabile il ricorrere di scenari con “fugoni” animati da queste squadre e gli uomini di classifica a dare vita a una corsa nella corsa. Velocisti? Non troppi, come le occasioni a loro favore. Il migliore sulla carta è l’irlandese Sam Bennett (Bora). A sfidarlo il neerlandese Fabio Jakobsen (Deceuninck), il colombiano Fernando Gaviria (Uae, stagione mogia finora la sua), i tedeschi John Degenkolb (Trek), Max Wahlscheid (Sunweb) e Phil Bauhaus (Bahrain). Occhio anche al basco Jon Aberasturi (Caja-Rural).
Come finisce (per noi)
VINCITORE Stephen Kruijswijk
PODIO Alejandro Valverde e Miguel Angel Lopez
MAGLIA LUNARES (Gpm) Jesus Herrada
MAGLIA VERDE (Punti) Alejandro Valverde
MAGLIA BIANCA (Nati dopo l’1 gennaio 1994) Miguel Angel Lopez
SQUADRA La Jumbo Visma farà sfracelli, la Deceuninck lascerà parecchi segni sui podi di giornata con Gilbert, Stybar e Jakobsen
SORPRESA James Knox
DELUSIONE Fabio Aru
GIOIA AZZURRA Matteo Fabbro, 24enne udinese della Katusha Alpecin
TAPPA DA NON PERDERE Se proprio ci fosse da scegliere, la nona, in scena l’1 settembre: da Andorra la Vella a Cortals d’Encamp, tutta nel territorio del principato. La Vuelta di salite ne ha tantissime, queste cinque – concentrate in meno di 100 chilometri, saranno decisive nell’economia della corsa.
Come seguire la Vuelta
In televisione e su Internet sui canali Eurosport. Il sito ufficiale (lavuelta.es) è sostanzialmente identico a quello del Tour de France (quindi ottimo) e prevede un “tempo reale” affidabile delle tappe.


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