Le grandi società del calcio europeo spingono per una nuova riforma della Champions League, che trasformi la massima competizione europea in una sorta di “campionato chiuso”. Il modello spinto dalla Juventus di Andrea Agnelli, dal Real Madrid e da tutte le altre superpotenze prevede infatti la partecipazione garantita di 24 squadre, indipendentemente dai loro risultati nel precedente campionato nazionale di appartenenza.
Ma non ci sono solo loro…
In Europa però ci sono tante squadre, di qualità, tradizione e blasone, che sarebbero tagliate fuori dal privilegio di cui sopra, anche perché la “nuova Champions” prevederebbe pure quattro promozioni dall’Europa League: sarebbero quindi solo 4 i posti a disposizione per formazioni fuori dalla cerchia. Davvero troppo poco per una competizione europea. Nelle ultime settimane qua e là si sono alzate proteste, ma ora tre società sono passate a un concreto contrattacco. Fc Kobenhavn (Danimarca), Celtic Glasgow (Scozia) e Ajax (Paesi Bassi) hanno formulato la loro idea di nuova Champions, portandola a conoscenza di Aleksander Čeferin, presidente dell’Uefa. In sostanza, come riporta la testata danese Ekstra Bladet, le tre squadre (che mettono insieme, fra le altre cose, 96 titoli nazionali e cinque fra Coppe dei Campioni e Champions League) illustrano una formula di qualificazione legata ai risultati europei delle ultime 10 stagioni.
In cosa consiste?
I biglietti garantiti per la fase a gironi sarebbero 20: l’Inghilterra, ad esempio, avrebbe sempre 4 posti, ma per non passare dai preliminari, le 4 squadre definite dalla classifica del campionato nazionale dovrebbero avere un “coefficiente europeo decennale” che rientri nei canoni stabiliti. Così, non fosse, l’eventuale squadra in difetto, passerebbe dai preliminari. Per farla semplice: il Liverpool arriva quarto ma va comunque ai gironi visti i recenti risultati europei, il West Ham chiude terzo e si gioca il passaggio fra le magnifiche 32 ai preliminari. Il “biglietto garantito” di cui sopra passerebbe quindi a una squadra proveniente da un altro campionato; in caso il suo coefficiente sia valido, accede ai gironi, altrimenti si passa oltre fino al raggiungimento delle 20 qualificate di diritto. Le altre 12 protagoniste dei gironi arriverebbero invece dai preliminari/playoff.
Visioni a confronto
Per le grandi e ricchissime società europee, guidate da Andrea Agnelli, il concetto di fondo va oltre i risultati del campo. Una eventuale “stagione sbagliata”, ovvero un campionato chiuso fuori dalle prime 4, avrebbe conseguenze devastanti, come ha detto lo stesso presidente della Juventus: “Non saremmo in grado di gestire la nostra impresa in caso di incertezza sulla partecipazione alla Champions League”. Così, ecco l’idea del torneo chiuso e garantito (16 delle 24 sicure sarebbero Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Manchester United, Juventus, Chelsea, Arsenal, Paris Saint Germain, Manchester City, Liverpool, Milan, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Marsiglia, Inter e Roma), che metta al riparo gli enormi ricavi garantiti dalla Champions per anni a venire. Dall’altro lato dell’Europa ci sono le “altre”, che sono comunque realtà tutt’altro che trascurabili (basti pensare all’Ajax, che giusto qualche mese fa strappava applausi e dichiarazioni d’amore calcistico, arrivando fino in semifinale di Champions): “È una formula basata sui risultati: se non si fanno, non ci sono garanzie”, ha detto Daniel Rommedahl, dirigente dell’Fc Kobenhavn. “Chiaro, la questione diventa un dibattito fra sport e finanza. Ma lo sport deve contare più di quanto non faccia oggi, anche se tante società hanno il sogno di una Superlega sul modello americano”.
E ora?
Ceferin ha rallentato di parecchio la marcia verso la riforma che piace alle grandi società. È stato rinviato infatti un appuntamento che il presidente dell’Uefa aveva con Agnelli e con Lars Christer Olsson, presidente dell’associazione delle Leghe europee. E anche un incontro con la stampa, previsto inizialmente a Nyon, è stato cancellato. Precisato che la nuova Champions League, qualunque sarà il suo formato, entrerà in vigore dalla stagione 2024-25, e che l’eventualità “Superlega” porterebbe con sé anche una nuova coppa continentale, l’Europa League 2 (che Ekstra Bladet definisce una “tynde øl”, ovvero una birra con l’uno per cento di gradazione alcolica), il dibattito è decisamente aperto. Il calcio più bello diverrà un circolo di amici o resterà alla portata di tutti?


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