Solo cinque tappe per l’edizione 2020-21 della Coppa del mondo di ciclocross. Con una prova ancora da disputare, peraltro, il verdetto finale per quel che riguarda la scena femminile è già stato pronunciato: la regina assoluta è la neerlandese Lucinda Brand. Classe 1989, grande interprete delle corse su strada, è comunque tutt’altro che nuova a grandi risultati nel fuoristrada invernale. Brand, che con il nuovo anno indossa i colori della Trek-Segafredo, e della Baloise-Trek per quel che riguarda il ciclocross, ha vinto tre prove su quattro del calendario CDM, chiudendo poi seconda domenica a Hulst (Paesi Bassi). Il secondo gradino del podio le è bastato comunque per tenere a distanza la connazionale Denise Betsema (Pauwels-Bingoal), vincitrice di giornata.
Una CDM quasi a senso unico
Brand corona così il miglior risultato della sua carriera a livello di fango, gradini e ostacoli artificiali. Prima di questa coccarda nel circuito UCI, infatti, era stata una volta seconda e due terza ai Mondiali. In attesa dell’ultima gara del rimaneggiato calendario 2020-21 (6 le prove cancellate, 3 in Belgio e una rispettivamente in Francia, Svizzera e Paesi Bassi), la classifica generale vede Betsema seconda (con 102 punti, a fronte dei 150 di Brand). Più indietro Ceylin del Carmen Alvarado, campionessa iridata ed europea in carica, anch’ella neerlandese e mai a bersaglio in questa edizione di Coppa del Mondo.
Tutto aperto fra gli uomini
A Overijse (Belgio), il 24 gennaio si assegnerà invece la vittoria finale nella generale per quel che riguarda i maschi. Il duello – e non potrebbe essere altrimenti – sarà fra Wout van Aert e Mathieu Van der Poel. Il belga della Jumbo Visma partirà con 15 punti in più del neerlandese della Alpecin-Fenix, che potrebbe scalzare il rivale vincendo e sperando che almeno un altro ciclista si metta fra i due. VDP ha a disposizione anche altre combinazioni, che presuppongono però che van Aert incappi in una giornata particolarmente negativa. A Overijse si assegneranno anche i titoli U23 e Juniores maschili, oltre che quello Junior femminile: trattasi, in questi casi, di una Coppa del Mondo decisamente ridotta, visto che quella del 24 gennaio sarà la seconda – e ultima – tappa in calendario (cancellate le altre 4 inizialmente previste).
Ma mica corrono in continuazione?
Sì, nonostante la pandemia le corse di ciclocross hanno abbondato, ma principalmente si tratta di appuntamenti di circuiti “privati”, paralleli a quello della Coppa del mondo ma, comunque, riconosciuti dall’UCI. In particolare, fra Paesi Bassi e il Belgio, si sviluppa il SuperPrestige, che di appuntamenti in questa edizione ne ha previsti 8: alla conclusione ne manca uno (in calendario per il 6 febbraio) e la classifica generale maschile vede al comando il belga Toon Aerts, che ha però almeno tre connazionali da tenere a bada per potersi prendere il successo. Fra le donne, guida Brand, ma Alvarado potrà tentare il sorpasso negli ultimi chilometri del circuito. Dettaglio non da poco: il vincitore della generale del Superprestige porta a casa, oltre a tutti i premi legati alle singole tappe, 30mila euro (come termine di paragone, la vittoria di una singola tappa del Giro d’Italia su strada ne vale 11mila).
Otto tappe, ma tre alla fine, per l’X2O Badkamers Trofee, tutto su percorsi belgi. In questo contesto la particolarità è che la classifica complessiva si calcola con i tempi fatti segnare dai partecipanti nelle varie gare: al momento, guidano l’onnipresente Brand (con Betsema a meno di un minuto) e il belga Eli Iserbyt, che si sta rimettendo dopo una brutta caduta patita nelle scorse settimane. Di livello internazionale, ma meno battuti dalle grandi stelle della specialità, sono la Toi Toi Cup (Repubblica Ceca – terminata, hanno vinto i “locali” Michael Boros e Karla Stepanova) e l’Ekz Cross Tour (Svizzera – 4 appuntamenti, ma uno cancellato), anche questo finito, con i successi di Kevin Kuhn e Nicole Koller, entrambi elvetici. Nella graduatoria femminile va sottolineato il terzo posto finale della brianzola Rebecca Gariboldi.


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