Sci di fondo

Tour de Ski 2021 – Senza Norvegia, è un ballo russo

Il Tour de Ski è arrivato in Val di Fiemme. I partecipanti “sopravvissuti” hanno davanti le ultime due prove: sabato una gara sprint e domenica la massacrante e conclusiva scalata dell’Alpe del Cermis. C’è ancora tanto in sospeso, ma una cosa è già chiara: a godere dell’assenza delle Nazionali norvegesi sono stati gli omologhi russi, che, soprattutto sulla scena maschile, stanno vendemmiando successi.

Maschile: paiono Campionati nazionali…

Con due prove ancora da disputare, la generale è fondamentalmente già assegnata. Aleksandr Bol’šunov ha spazzato via la concorrenza, vincendo cinque delle sei tappe disputate finora. E quella che non ha vinto, la sprint di apertura, l’ha chiusa al secondo posto, dietro all’italiano Federico Pellegrino. Non c’è partita, quindi, e non dovrebbe essercene da qui alla vetta del Cermis. Si lotta per gli altri gradini del podio: alla sera del venerdì il secondo nella generale è il francese Maurice Manificat, uomo che fa della continuità la sua arma migliore. Il transalpino ha 2 minuti e 37 secondi di ritardo da Bol’šunov e precede di qualche manciata di secondi altri tre russi: nell’ordine Ivan Yakimushkin, Denis Spitsov e Artem Maltsev. Senza la Norvegia, il dominio russo è soverchiante, considerato che nei primi 10 della generale ce ne sono altri due, Evgeniy Belov e Andrey Melnichenko. A sgomitare per un buon piazzamento finale ci sono l’elvetico Dario Cologna (attualmente sesto) e altri due francesi Clement Parisse e Hugo Lapalus, rispettivamente ottavo e decimo. Spariti gli svedesi, inconsistenti i finlandesi, sta chiudendo in crescendo l’azzurro Francesco De Fabiani, che nella prova in linea di venerdì ha duellato con Bol’šunov, venendone piegato solo nel finale (ora è 11esimo nella generale). Alla vigilia della sprint di sabato sono 52 gli atleti rimasti in gara (erano partiti in 73).

Fra le donne è gran battaglia

Scenario molto più equilibrato, anche se il vento russo ha iniziato a soffiare pure fra le donne, visto che le due tappe più recenti le hanno vinte Yulia Stupak e Natalya Nepryayeva. Però, i primi quattro allori se li sono divisi equamente la svedese Linn Svahn e la statunitense Jessie Diggins. Quest’ultima è al comando della generale, ma con soli 55 secondi di vantaggio su Stupak. Sotto i due minuti di ritardo, inoltre, c’è il duo svedese composto da Frida Karlsson e Ebba Andersson, tutt’altro che tagliate fuori dal successo finale, anche se la sprint di sabato non è propriamente il loro terreno di caccia preferito. Per le altre posizioni di rilievo, poi, è lotta dura: nello spazio di 17 secondi ci sono la finlandese Krista Parmakoski, la tedesca Katharina Henning, la statunitense Rosie Brennan, Nepryayeva e l’altra russa Tatiana Sorina. Insomma, può succedere ancora di tutto (43 le atlete rimaste in gara, erano 66 alla partenza della prima tappa).

Con la classifica a punti come andiamo?

Fra le donne il primo posto attualmente è condiviso da Diggins e Karlsson (55 punti), inseguite dalla slovena Anamarija Lampic (39) e da Svahn (38), due specialiste che nella sprint possono far saltare il banco (in palio nella prova veloce di sabato ci sono 30 punti per la prima classificata). Fra i maschi guida, manco a dirlo, Bol’šunov, con 63 punti: dietro di lui un ennesimo russo, Gleb Retivykh (51), Pellegrino (47) e il francese Richard Jouve (35). I tre inseguitori sono uomini ghiotti di prove sprint, ma pure il cannibale di Podyvote (cittadina a sud di Mosca, nei pressi dei confini con Ucraina e Bielorussia) se la cava più che egregiamente nelle “volate”.

Spazio al gran finale, quindi

Sabato le due prove sprint, che, sul piano della generale, assegnano abbuoni in base al piazzamento ottenuto (1 minuto per chi vince, 54 per il secondo, 48 per il terzo e via scendere). Poi, domenica, gli ultimi 10 chilometri con la classica, tremenda, salita finale, che però, a scanso di crolli clamorosi, raramente crea distacchi colossali fra un atleta e l’altro, almeno per quel che riguarda le primissime posizioni. Con queste premesse, il principe del Tour de Ski 2021 pare già incoronato. Per la principessa c’è da aspettare e vedere, ma il vento russo soffia impetuoso.

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