I Mondiali 2023 di biathlon sono finiti e da Oberhof si va via con tante certezze. Una, assoluta, è quella che come Johannes Thingnes Bø ne sono stati fatti pochissimi nella storia. Il norvegese è andato a medaglia in tutte e 7 le gare in cui poteva farlo, chiudendo con 5 ori, un argento e un bronzo. Una seconda certezza è quella che il biathlon è lo sport invernale in cui la Svezia ha saputo acquisire uno status di potenza mondiale, grazie a una serie di talenti capaci prima di crescere e poi di affermarsi. La terza è che il campo dei migliori si è decisamente ristretto, anche per via della forzata assenza di Bielorussia e Russia. Alla fine delle gare di Oberhof sono state solo 6 le Nazioni a muovere il medagliere (erano 7 nell’edizione 2021 e ben 10 nelle due precedenti).
Un uomo solo al comando
Come detto, Johannes Thingnes Bø ha esagerato, andando vicino a un “Settebello” che sarebbe stato più che leggendario. Il norvegese, che va per i 30 anni, ha vinto la Sprint, l’Inseguimento conseguente, la 20 km in linea e ha fatto sfracelli anche nelle due staffette miste (quella del quartetto e quella “singola). Per il resto, ha poi dovuto accontentarsi dell’argento nella staffetta di genere e del bronzo nella prova partenza di massa. Fondamentalmente, inarrivabile per tutti. A tenere Bø distante dal superfilotto sono stati due svedesi, Sebastian Samuelsson e Martin Ponsiluoma, primo e secondo nella mass, e il quartetto francese, capace di andare a vincere una staffetta resa pazza dal vento. L’oro dei “galletti” è stata peraltro l’unica medaglia (su 15 disponibili) che non è finita nelle mani di norvegesi e svedesi, per quel che riguarda il settore maschile.
Donne: tanta Svezia e tantissima Italia
Nel panorama femminile, quello probabilmente più condizionato dalle assenze causa guerra, c’è stata più varietà. La Svezia ha lasciato il segno soprattutto con Hanna Öberg, 27 anni, che è andata a prendersi due ori (Partenza di massa e Individuale “lunga”) e un argento, e alla 28enne Linn Persson, una volta seconda e una terza. Attese a un risultatone nella staffetta, le scandinave si sono fermate sul terzo gradino del podio, dietro alla Germania di Denise Herrmann-Wick (un oro e un argento) e, soprattutto, a un favoloso quartetto italiano. Samuela Comola (24 anni), Dorothea Wierer (32), Hannah Auchentaller (21) e Lisa Vittozzi (28 da pochi giorni) hanno sfoderato una prova memorabile, soprattutto nelle due componenti più giovani. Per Comola, peraltro, quelli di Oberhof sono stati i Mondiali della consacrazione, visto il notevole quarto posto raccolto nell’Individuale.
Vittozzi, un bel 4
Non è certo il “voto” per la sappadina. Si tratta bensì del numero totale di medaglie mondiali vinte dall’azzurra in Turingia, che sono anche tutte quelle conquistate dalla Nazionale italiana. Oltre a quella sopracitata della staffetta si registrano il bronzo nell’Individuale (giusto davanti a Comola), l’argento nella staffetta mista (con Wierer, Tommaso Giacomel e Didier Bionaz) e il bronzo nella “singola”, di nuovo con Giacomel. Il conto di carriera parla ora di 8 podi iridati: l’oro di Oberhof è stato il primo, cui vanno aggiunti 3 argenti e 4 bronzi, numeri che fanno di Vittozzi una grandissima del biathlon di questi anni.
Il Medagliere
| Nazione | O | A | B | Totale |
| NORVEGIA | 5 | 5 | 3 | 13 |
| SVEZIA | 3 | 3 | 5 | 11 |
| FRANCIA | 2 | – | 2 | 4 |
| ITALIA | 1 | 1 | 2 | 4 |
| GERMANIA | 1 | 2 | – | 3 |
| AUSTRIA | – | 1 | – | 1 |
La classifica per Nazioni
| Nazione | Punti | Top 10 |
| NORVEGIA | 186 | 26 |
| SVEZIA | 112 | 16 |
| FRANCIA | 92 | 17 |
| GERMANIA | 61 | 14 |
| ITALIA | 53 | 8 |
| CZECHIA | 35 | 8 |
| AUSTRIA | 24 | 4 |
| SVIZZERA | 23 | 6 |
| LETTONIA | 12 | 3 |
| UCRAINA | 10 | 3 |
| SLOVENIA | 9 | 3 |
| ESTONIA | 8 | 3 |
| CANADA | 7 | 2 |
| FINLANDIA | 6 | 3 |
| MOLDAVIA | 3 | 1 |
| ROMANIA | 3 | 1 |
| POLONIA | 2 | 1 |


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