Poco da fare, ormai la Norvegia è una superpotenza dello sport europeo. Gli scandinavi si sono infatti presi uno storico primo posto nel Medagliere dei Campionati continentali di atletica indoor, grazie ai loro assi ormai arcinoti e a un paio di giovanissimi che paiono aver imboccato la stessa, entusiasmante, parabola dei più famosi colleghi. Al momento, la Norvegia dell’atletica è però tutta maschile; scenario diverso, invece, per l‘Italia, che anche a Istanbul si è confermata Nazione di riferimento dell’atletica leggera contemporanea, mettendo in mostra talenti di ogni genere. Così, è stata proprio la Nazionale azzurra a primeggiare nella classifica “a punti”, risultato che testimonia la completezza di squadra. In chiave generale (con la consueta, per quanto necessaria, sottolineatura dell’assenza della Russia, anche nella versione “atleti indipendenti” e della Bielorussia), si registrano la splendida costanza dei Paesi Bassi, il ritorno della Germania su picchi d’eccellenza e la scomparsa, per la Francia, di un settore femminile di alto livello. Polonia, invece, in chiaroscuro: i numeri sono sempre confortanti, ma mai come stavolta è mancato il successo pesante.
Norvegia, sarà qualcosa nell’acqua
Jakob Ingebritsen e Karsten Warholm sono nomi già arcinoti, avvezzi come sono alle vittorie di livello mondiale e olimpico. Di loro, e dell’attuale, incredibile, generazione di fenomeni sportivi norvegesi, parleremo nel dettaglio nei prossimi. La loro presenza ha portato 3 titoli europei alla Nazionale scandinava, il cui bottino è stato rimpinguato da Sondre Guttormsen, vincitore a sorpresa nel salto con l’asta. Classe ’99, non era mai salito su un podio internazionale, a eccezione del terzo posto raccolto agli Euro U23 di Tallinn 2021. Stavolta, è balzato più in alto di tutti, sfruttando anche l’assenza dell’inarrivabile Armand Duplantis. Ancora più giovane di Guttormsen è Sander Skotheim, classe 2002, che ha chiuso al secondo posto l’eptahlon, a soli 30 punti dal campionissimo francese Kevin Mayer. Skotheim ha siglato il nuovo primato nazionale, lasciando intravedere potenzialità enormi per il futuro. Intorno ai fiordi, quindi, il talento continua a fiorire, aspettando anche qualche fenomenale atleta per il settore femminile.
Ciclone arancione
Donne fenomenali ce ne sono invece, in abbondanza, nei Paesi Bassi. Una di queste è Femke Bol, forse uno dei talenti più entusiasmanti dell’intera atletica mondiale attuale. Classe 2000 (!!!), ha già in bacheca un bronzo olimpico, 4 argenti mondiali e ben 7 ori europei. Di questi ultimi, due ne ha vinti a Istanbul, uno con la staffetta e l’altro dominando i 400, distanza su cui giusto qualche settimana prima ha fatto segnare il nuovo primato del mondo, un 49″26 che ha cancellato un limite, quello della allora cecoslovacca Jarmila Kratochvilova, che durava dal 1982 (49″59). Bol, però, non è una donna sola al comando, per quel che riguarda la sua Nazionale: sulle sue stesse distanze si muove Lieke Klaver, per la quale la presenza della fenomenale collega è un sicuro vantaggio in chiave staffetta ma può significare un “danno” sul piano individuale. I Paesi Bassi hanno portato a medaglia anche Nadine Visser (60 ostacoli, gara di cui era la favorita), Britt Weerman (alto), la 4×400 uomini e, novità, anche Douwe Amels, novità assoluta nel mondo dell’alto maschile (aveva sì vinto il titolo continentale U23, ma nel 2013…).
Quando l’Europa è Mondiale
Il primato del mondo di Bol è arrivato due settimane prima rispetto alla rassegna continentale (a Istanbul la ragazza di Amersfoort ha corso in 49″85). Nell’impianto della capitale turca è comunque arrivato un primato del mondo. Anzi, due, ma nella stessa gara. È il caso della prova del pentathlon, i cui limiti mondiali sono stati riscritti dall’eccezionale belga Nafissatou Thiam. La polivalente ragazza di Brussels, 28 anni, ha chiuso le cinque gare previste dal programma mettendo insieme 5055 punti e superando così la miglior prestazione mondiale, che era dell’ucraina Nataliya Dobrynska (5013). Oro per Thiam, quindi, e argento per Adrianna Sułek, protagonista di una prova multipla da favola, tanto da andare anche lei sopra i 5013 punti di cui sopra (5014). Sułek non è nuova a questo livello; nel 2022 fu seconda agli Europei estivi, sempre dietro a Thiam.

Le sorprese? Guardare alla Finlandia. E all’Italia
Considerando i piazzamenti nelle singole finali, l’Italia è risultata la miglior Nazionale del lotto, mettendo ben 19 atleti (e una staffetta) fra i primi 8. Di Samuele Ceccarelli e del suo incredibile inverno, trascorso tenendosi dietro Marcell Jacobs, avrete già letto di tutto. L’azzurro è stato splendente anche per Zane Weir (oro nel peso), per Darya Derkach (argento nel triplo), per Larissa Iapichino (seconda nel lungo) e per la 4×400 femminile, dietro solo all’imprendibile quartetto neerlandese. Al netto dei singoli risultati, quello che sorprende – ma non da ora – è la stabilità del gruppo italiano, sia maschile che femminile. Da Tokyo 2020 in poi, evidentemente, l’Italia – sotto la direzione tecnica di Antonio La Torre. è da considerare una potenza dell’atletica europea e per certi versi anche mondiale. Discorso completamente diverso per la Finlandia, che rispetto all’Italia è agli antipodi, almeno per quel che riguarda la geografia europea. Lassù l’atletica ha una enorme tradizione, ma in chiave indoor non era mai maturato nessun filone d’oro. A Istanbul, invece, sono arrivati due titoli, grazie ad altrettante donne. Una è Reetta Hurske, che all’età di 28 anni è andata a prendersi la prima medaglia internazionale della sua vita vincendo i 60 ostacoli e coronando così una stagione invernale molto brillante. L’astista Wilma Murto sta invece vivendo il miglior momento della sua carriera da qualche mese, visto l’oro continentale estivo vinto a Munchen 2022: classe ’98, a Istanbul si è lasciata dietro la slovena Tina Šutej e la ceca Amálie Švábíková arrivando alla quota di 4,80 (nuovo primato finlandese). Curiosità: come già avvenuto per i vincitori della Coppa nazionale di pallacanestro non fanno particolare mistero sui premi in denaro distribuiti dalle singole federazioni. Anche per loro Hurske e Murto, è arrivato l’assegnone di 10mila euro (più uno da 2500 per i rispettivi allenatori).
Il medagliere
| Nazione | O | A | B | Tot |
| NORVEGIA | 4 | 1 | – | 5 |
| PAESI BASSI | 3 | 3 | 1 | 7 |
| GRAN BRETAGNA | 3 | 1 | 2 | 6 |
| ITALIA | 2 | 4 | – | 6 |
| BELGIO | 2 | 1 | 3 | 6 |
| PORTOGALLO | 2 | – | 1 | 3 |
| SVIZZERA | 2 | – | 1 | 3 |
| FINLANDIA | 2 | – | – | 2 |
| GERMANIA | 1 | 2 | 1 | 4 |
| GRECIA | 1 | 2 | – | 3 |
| UCRAINA | 1 | 1 | 2 | 4 |
| SPAGNA | 1 | 1 | – | 2 |
| TURCHIA | 1 | – | – | 1 |
| POLONIA | – | 4 | 3 | 7 |
| SLOVENIA | – | 2 | – | 2 |
| SVEZIA | – | 1 | 3 | 4 |
| CZECHIA | – | 1 | 1 | 2 |
| ROMANIA | – | 1 | 1 | 2 |
| SERBIA | – | – | 2 | 2 |
| ESTONIA | – | – | 1 | 1 |
La classifica per Nazioni
| Nazione | Punti | Top 8 |
| ITALIA | 85 | 20 |
| GRAN BRETAGNA | 75 | 17 |
| GERMANIA | 70 | 15 |
| PAESI BASSI | 67 | 13 |
| FRANCIA | 64 | 12 |
| POLONIA | 57 | 9 |
| SPAGNA | 54 | 12 |
| NORVEGIA | 52 | 8 |
| SVEZIA | 40 | 10 |
| PORTOGALLO | 40 | 8 |
| CZECHIA | 39 | 9 |
| SVIZZERA | 37 | 8 |
| UCRAINA | 31 | 5 |
| GRECIA | 29 | 5 |
| SLOVENIA | 19 | 4 |
| ROMANIA | 18 | 4 |
| SERBIA | 18 | 4 |
| FINLANDIA | 18 | 3 |
| IRLANDA | 12 | 3 |
| TURCHIA | 11 | 2 |
| LUSSEMBURGO | 9 | 3 |
| UNGHERIA | 9 | 3 |
| AUSTRIA | 7 | 2 |
| BOSNIA ERZEGOVINA | 7 | 2 |
| ESTONIA | 6 | 1 |
| BULGARIA | 5 | 1 |
| CROAZIA | 5 | 1 |
| DANIMARCA | 5 | 1 |
| AZERBAIJAN | 4 | 1 |
| SLOVACCHIA | 4 | 1 |
| LITUANIA | 3 | 1 |
| MOLDAVIA | 2 | 1 |


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