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Pallavolo – Coppe: Olympiacos e Chieri aprono il periodo delle feste europee

La stagione 2022-23 della pallavolo di club ha già imboccato la sua fase conclusiva, tanto che le coppe europee stanno vivendo i loro rispettivi momenti decisivi. In due casi, quello delle Challenge Cup femminile e maschile, la competizione è terminata. In un caso, a esultare è stata una formazione greca, mentre alla Fenera Chieri ’76 è toccato il piacere di inaugurare la stagione di successi, notoriamente molto fertile, della pallavolo italiana

Chieri: nascere, crescere e maturare

La società piemontese ha inaugurato la sua bacheca di successi imponendosi nella doppia finale, senza storia, giocata con le rumene del Csm Lugoj: 3-0 all’andata e 3-0 nella partita di ritorno, andata in scena nella Sala Constantin Jude di Timişoara, di fronte a poco più di duemila spettatori. Per il Lugoj l’arrivo all’ultimo atto era già stato un traguardo storico (ha chiuso terzo la stagione regolare del campionato nazionale, ora ci sono i playoff), per Chieri è un punto di arrivo che suggella una crescita regolare, iniziata nel 2009, anno della fondazione, avvenuta sulle basi della precedente realtà cittadina. Qualche anno in B e tre stagioni in A2, prima della promozione e di una immediata retrocessione, assorbita con un ripescaggio. Il consolidamento è proseguito, fino a questo successo europeo, arrivato al termine della prima partecipazione a una coppa continentale. La squadra piemontese è allenata da Giulio Bregoli e in rosa conta 8 giocatrici italiane, una francese (Héléna Cazaute, miglior giocatrice della finale di ritorno e già vincitrice di due titoli nazionali oltralpe), una polacca (Olivia Różański), una belga (Kaja Grobelna), una statunitense (Brionne Butler), una svizzera (Maja Storck) e una tedesca (Camilla Weitzel). Per Chieri, la cavalcata è stata impeccabile: 6 turni, partendo dai 32esimi, affrontati e solo vittorie, perdendo in tutto 4 set nell’arco dell’intera competizione.

Olympiacos Piraeus, tutta un’altra storia

Cambiano gli sport, ma la polisportiva biancorossa ce la si ritrova spesso sulla scena. I “leggendari” (il soprannome delle squadre Olympiacos, giusto per mettere le cose in chiaro) hanno conquistato la Challenge Cup 2022/23, alzando al cielo il terzo trofeo continentale della loro storia sotto rete. Anche in questo caso, la doppia finale ha avuto poca storia: i greci hanno gli israeliani del Maccabi Tel Aviv chiudendo in tre set sia l’andata che il ritorno. Nota: la partita di ritorno si è giocata al palazzetto del Pireo, sede insolita dato che di solito la squadra di pallavolo gioca alla Melina Merkouri, struttura da 1800 posti. Ebbene, l’occasione della finale ha chiamato sulle tribune 13mila (sì, tredicimila) spettatori.

Ben più complicata era stata la semifinale, dove i biancorossi si erano trovati di fronte… i verdi del Panathinaikos. Quella non è mai una sfida normale, qualsiasi sia lo sport in questione: in questo caso, gli ateniesi del Trifoglio avevano vinto l’andata 3-1, ma l’Olympiacos ha fatto lo stesso al ritorno. Il passaggio del turno si è deciso nel parziale di spareggio (o Golden Set), finito 15-6 per i biancorossi. La sfida di ritorno ha rappresentato peraltro un nuovo episodio della lunga collana di situazioni oltre il limite che le sfide fra verdi e biancorossi portano con loro: stavolta la polizia ha usato gas lacrimogeni per allontare numerosi sostenitori del Pana che volevano entrare nel palazzetto di Maroussi (ben più piccolo di quello sopra citato del Pireo) senza biglietto. Scontri, qualche ferito e situazione difficile, come allora testimoniato anche da Salvador Hidalgo, uno dei giocatori più rappresentativi dell’Olympiacos. La polisportiva biancorossa torna così a mettere un trofeo internazionale di pallavolo maschile in bacheca 18 anni dopo quella che allora si chiamava Top Teams Cup. In squadra, fra gli altri, ci sono il già citato cubano Hidalgo, il nazionale sloveno Tonček Štern e il 36enne palleggiatore italiano Dragan Travica, trasferitosi al Pireo proprio all’inizio di questa stagione. È italiano anche l’allenatore, dato che in piedi davanti alla panchina dell’Olympiacos staziona Alberto Giuliani, che in carriera aveva già vinto tre scudetti in Italia e che è stato due volte secondo ai Campionati europei alla guida della Slovenia. Da inizio anno, peraltro, Giuliani è anche il Commissario tecnico della Nazionale maschile turca.

Le altre Coppe: il punto

Quindi, l’Italia ha indirettamente lasciato il segno anche nella Challenge Cup maschile, competizione a cui non partecipava però alcuna sua squadra. Le formazioni dello Stivale, Nazione in cui la pallavolo da anni viaggia su un livello medio difficilmente avvicinabile per le altre, considerata anche la perdurante assenza dal palcoscenico continentale delle squadre russe, possono ancora potenzialmente vincere 5 competizioni europee su 6, ma Polonia e Turchia possono mettersi, eccome, di traverso su questo percorso, soprattutto per quel che riguarda la competizione più importante del lotto, ovvero la Champions League. La finale di Cev Cup femminile sarà un nuovo confronto italo-rumeno e vedrà in campo Scandicci e l’Alba Blaj, che in semifinale ha eliminato la connazionale Targoviste. La Coppa Cev maschile se la giocheranno invece Modena e la formazione belga del Roeselaere (andata mercoledì 29 marzo, ritorno una settimana dopo). I pronostici, come per Scandicci, sono tutti per la formazione italiana, mentre in Champions League la situazione è diversa, o quantomeno più incerta. In campo maschile, una delle semifinali sarà uno scontro fra titani: da una parte la corazzata Perugia, dall’altra lo Zaksa Kędzierzyn-Koźle, che altro non è che la squadra che ha vinto le ultime due edizioni della Champions. Nell’altra semifinale ci sono l’Halkbank Ankara e un’altra formazione polacca, lo Jastrzębski Węgiel. Per quel che riguarda la regina della pallavolo europea femminile, il nome uscirà da una rosa composta da 4 petali, di cui uno solo è italiano: trattasi di Novara, che sarà l’unica formazione non proveniente da Istanbul, dato che le altre tre pretendenti rimaste in corsa sono il Vakifbank (che detiene il titolo), l’Eczacıbaşı e il Fenerbahçe, che nei quarti di finale ha eliminato Conegliano.

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