In Germania, l’ultima giornata dei campionati professionistici di calcio 2022-23 è successo davvero di tutto. Sia la Bundes che la Zweite Liga hanno avuto i rispettivi epiloghi in bilico fino all’ultimo secondo (in un caso anche oltre), mettendo in scena dei romanzi sportivi indimenticabili.
Cos’ha combinato il Borussia Dortmund?
Gli Schwarzgelben erano a una partita dall’interrompere la litania di titoli vinti dal Bayern München. Sarebbe bastato vincere con il Mainz, sul prato di casa, per alzare al cielo quel Meisterschale che manca dal 2012, dato che la classifica, alla vigilia dell’ultima giornata vedeva il Borussia a quota 70 e i bavaresi a 68. In caso di arrivo a pari punti, però, il regolamento avrebbe premiato il Bayern per via della migliore differenza reti complessiva. Ebbene, è finita proprio così, con entrambe le squadre a 71 punti, dopo che il Dortmund ha pareggiato 2-2 e i biancorossi hanno vinto sul campo del Köln, trovando peraltro il gol decisivo solo all’89esimo minuto. Che per il Borussia buttasse malissimo si era capito dai primi 25 minuti: gol del Mainz, rigore non trasformato da Seb Haller e addirittura 0-2 per i Nullfünfer (ZeroCinque, dall’anno di fondazione della squadra). Il primo tempo finiva così, mentre il Bayern passava in vantaggio con Kingsley Coman. Situazione irrecuperabile? Insomma…
Le cose sono rimaste in un tesissimo stallo fino agli ultimi 10 minuti, quando una notizia arrivata dalla vicina Köln ha fatto tremare di gioia il Westfalen Stadion: rigore per i Caproni, tirato e trasformato da Dejan Ljubicic per l’1-1. Nel frattempo il Borussia aveva pure accorciato le distanze, grazie a Rafael Guerreiro, e proseguiva nei suoi disperati sforzi per andare a prendersi la vittoria che avrebbe garantito il trionfo. E invece, i gialloneri non hanno più segnato fino al 96esimo, quando il piedone di Niklas Süle è riuscito dove i suoi compagni ben più tecnici avevano fallito fin lì, spedendo in rete il tiro numero 30 (trenta!) tentato dal Borussia durante la partita. Il 2-2 del Dortmund è però solo la scena finale del dramma, il cui apice si era vissuto qualche minuto prima a Colonia, dove il classe 2003 Jamal Musiala firmava la rete della vittoria, e del titolo numero 33 (l’undicesimo consecutivo), per il Bayern.
L’allenatore in lacrime e i piedi traballanti
Le immagini di Edin Terzic, guida tecnica e vera bandiera del Borussia, in lacrime sul campo hanno fatto il giro del mondo. “Fin dall’inizio della partita abbiamo visto piedi traballanti (traduzione letterale – ndr) nella nostra squadra. Dopo lo 0-2 la palla è diventata pesante, come le nostre gambe. Ma non importa quando sia grande il dolore oggi, sarà la motivazione per domani. Prometto ai tifosi che torneremo a festeggiare a Borsigplatz, prima o poi”.
Amburgo, beffa inimmaginabile
Per quel che riguarda il capitolo “esultanze abortite”, forse all’Hamburger Sport Verein è andata anche peggio. Infatti, se il finale della Bundesliga è stato pazzo, quello della Zweite Liga ha avuto le sembianze di una gabbia di matti. Alla vigilia dell’ultima giornata la classifica diceva: Darmstadt 67, Heidenheim 64, HSV 63. Detto che la promozione diretta è per le prime due, mentre la terza si gioca il passaggio in Bundes in uno spareggio con la terzultima classificata della serie superiore, il Darmstadt andava in campo con la pancia già piena, visto il biglietto per il piano di sopra già assicurato. Il viaggio senza ulteriori fermate lo farà anche l’Heidenheim, che è andato a vincere in rimonta a Regensburg mentre molto più a nord già si festeggiava. Riassuntino: l’Amburgo segna dopo 3 minuti e, sul campo del già retrocesso Sandhausen, la situazione non cambierà più. Cambierà, invece, e parecchie volte la trama di Regensburg-Heidenheim, dopo un primo tempo bloccato sullo 0-0: i padroni di casa segnano due volte fra il 51esimo e il 57esimo, ma subito dopo un’autorete rianima le speranze dell’Heidenheim. Il tempo passa, si arriva nei minuti di recupero e il risultato è ancora sul 2-1, tanto che, alla fine della partita di Sandhausen, i giocatori dell’Amburgo festeggiano e tifosi fanno invasione di campo per celebrare la promozione. Mal gliene incoglie, visto che l’Heidenheim fa 2-2 – su rigore – al 93esimo e segna il ribaltatutto al 99esimo, alla fine della più classica delle “azioni convulse”.
Da notare, nelle immagini della affrettata euforia collettiva dei Dinasaurier (sì, dinosauri: le squadre tedesche hanno indubbiamente dei soprannomi bellissimi), un unico uomo, dello staff tecnico, che fa segno “no, no” con le braccia all’allenatore Tim Walter. Troppo tardi.
Il piccolo Heidenheim fra i grandi della Bundesliga
Con quei due gol a stagione in pratica finita, la squadra di Heidenheim an der Brenz, nel Baden-Wurttemberg, ha firmato addirittura un doppio sorpasso, dato che il Darmstadt ha perso 4-0. Primo posto, quindi, per una realtà con relativamente poca storia, tanto da non avere neppure un soprannome animalesco. L’1. Fc Heidenheim si è staccato dalla polisportiva cittadina solo nel 2007 e il primo campionato pro’ della sua storia, la partecipazione da matricola alla Zweite Liga, risale al 2014-15. Nota non da poco: l’Heidenheim ha al suo attivo 5 salti di categoria verso l’alto e nessuna retrocessione. Il percorso iniziato nella Verbandsliga Württemberg (l’equivalente del campionato di Promozione italiano) non ha conosciuto alcun incidente di percorso e l’attuale allenatore, Frank Schmidt, è stato l’artefice di quattro di queste promozioni, dopo aver preso le redini della squadra quando questa militava nella Oberliga Baden-Württemberg (o “Eccellenza”, per restare ai gradi italiani). Ora, lo attendono le sfide a colossi come Bayern, Borussia e Rb Leipzig. Per la Bundes, peraltro, si tratta della 57esima squadra diversa dal momento della sua istituzione (il campionato 1963-64); per fare un paragone, in termini di ricambio, la Serie A italiana finora ne ha conosciute 68, ma in 91 campionati…
Bundes e Zweite, tutti i verdetti
In prima serie, quindi, titolo al Bayern München, con Borussia Dortmund, RasenBallsport Leipzig e Union Berlin (ne parleremo…) qualificate per la Champions League. L’Sc Freiburg di Vincenzo Grifo (15 gol in campionato – parleremo anche di lui…) farà invece l’Europa League: la seconda squadra iscritta in questa competizione dipenderà dalla finale di Coppa di Germania, che vede in campo Leipzig e Eintracht Frankfurt. Questi ultimi in caso di vittoria, andranno in Europa League, lasciando al Bayer Leverkusen il biglietto per la Conference; in caso di successo dei “tori rossi” di Lipsia, le destinazioni di Bayer ed Eintracht saranno invertite. In coda? Retrocessione diretta per Schalke 04 e Herta Berlin, mentre l’VfB Stuttgart si giocherà la permanenza nello spareggio con l’HSV, che spera invece di festeggiare la promozione sfumata nel modo sopra descritto e di dimenticare un altro spareggio, quello dell’anno scorso, perso con l’Herta.
Per quel che riguarda i passaggi da Zweite a Bundes abbiamo già detto. Retrocedono invece Sandhausen e Regensburg, mentre l’Arminia Bielefeld ha l’ultima possibilità di evitare la discesa in Terza serie (dopo quella dell’anno scorso dalla Bundes) nello spareggio con il Wehen Wiesbaden, quarto classificato in 3. Liga. Da lì, sono saliti direttamente l’Sv Elversberg (primo) e il Vfl Osnabruck (terzo), considerato il fatto che al secondo posto in classifica ha chiuso la squadra U23 del Freiburg (non promuovibile per regolamento).


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