Inizia con il sorteggio di venerdì 20 ottobre la fase finale della Champions League femminile 2023-24. Quattro grandi nomi entrano nella competizione a partire da questo momento, ovvero Chelsea, Lyon, Bayern München e la detentrice del titolo Barcelona. Le altre 12 formazioni sono passate tutte dalla fase preliminare, ambito in cui non sono mancate le sorprese e le conseguenti prime volte.
Champions League, sorrisi preliminari
A raggiungere la fase finale della Champions League attraverso il cosidetto “Percorso dei campioni” sono state le svedesi del Rosengård, le portoghesi del Benfica, le neerlandesi dell’Ajax, le italiane della Roma, le austriache del Sankt Pölten, le ceche dello Slavia Praha e le norvegesi del Brann. Dal “Percorso delle piazzate” sono inoltre arrivate le spagnole del Real Madrid, le tedesche dell’Eintracht Frankfurt, le svedesi dell’Häcken e due squadre di Parigi, il Psg e il Paris Fc (altrimenti noto come Pfc). Quest’ultima torna in Champions’ a distanza di 10 anni dall’ultima volta e lo fa eliminando nientemeno che il Wolfsburg, che fu finalista della passata edizione di Champions. Quello fra le parigine e le sassoni è stato il doppio confronto più emozionante dei preliminari: 3-3 in Francia all’andata e 0-2 al ritorno in Germania. Notevolissimi gli afflussi di pubblico: la gara di ritorno fra Psg e Manchester United ha raccolto più di 10mila persone al Parco dei Principi. I preliminari portano inoltre alla seconda volta consecutiva ai gironi della Roma (che qualche mese fa ha vinto il primo Scudetto della sua storia, iniziata, con i termini attuali, nel 2018) e all’esordio assoluto dell’Ajax Amsterdam, la cui sezione femminile fu aperta nel 2012 e che raggiunge i gironi per la prima volta 11 anni dopo. Debutto assoluto anche per il Brann, formazione di Bergen, che è anche la prima squadra norvegese a raggiungere i gironi da quando la Champions è stata riformulata (2009-10).
Champions League, chi manca?
In particolare, le inglesi. Il Chelsea era qualificato di diritto fra le 16, ma sia il Manchester United (eliminato dal Psg) che l’Arsenal (respinto dal Pfc addirittura nel primo turno preliminare) guarderanno la Champions 23-24 dal divano di casa. Manca la Juventus, che si è fermata al primo turno perdendo ai rigori con l’Eintracht, e mancano le due formazioni danesi, il Køge e il Brøndby, che non hanno passato lo scoglio del primo turno preliminare. Da notare come solo la Francia, fra le Nazioni che da graduatoria continentale avevano diritto a un totale di 3 posti, abbia qualificato tutto il qualificabile: Spagna, Germania e Svezia hanno fatto 2 su 3, mentre Inghilterra e Cechia si sono fermate a una. Sul piano delle assenze, dal punto di vista geografico si nota un “buco” in corrispondenza dell’Est europeo, dato che più in là di Praga non si va. Detto dell’ormai consueta esclusione delle squadre russe, perdura l’assenza fra le migliori 16 di rappresentanti di quella parte del Continente. Non è una novità, se si pensa che nel 2022-23 c’erano solo le albanesi del Vilaznia e l’anno prima ancora figuravano solo le ucraine dello Zhytlobud-1 Kharkiv. Sul piano storico, la separazione fra “Occidente” e “Oriente” europeo è davvero netta: contando le 14 edizioni della rinnovata Champions League, fra le semifinaliste figura solo una russa, lo Zvezda Perm, che nel 2009 arrivò in finale, persa poi con le tedesche del Duisburg.
Champions League, i gironi
Sono 4 da altrettante squadre. Nel girone A ci sono le detentrici del Barcelona, il Rosengård (quartiere di Malmö), il Benfica e l’Eintracht Frankfurt. Il B conta sul Lyon, Slavia Praha, Sankt Pölten e Brann, mentre il C ha l’aria di essere un raggruppamento estremamente equilibrato verso l’alto: c’è il Bayern e ci sono Psg, Ajax e Roma a comporre un quartetto decisamente affascinante. Infine, nel D, Chelsea e Real Madrid si disputeranno i due posti validi per i quarti di finale con Häcken (squadra che ha sede a Hisingen, una delle isole dell’arcipelago che fronteggia Göteborg) e Paris Fc.

Champions League, le stelle
Il Barcelona, che ha vinto due delle ultime tre coppe (e che è arrivato in finale in quella che non ha vinto), ha una squadra spaziale. Ci sono tante componenti della Spagna fresca campione del mondo e ci sono stelle internazionali del calibro di Fridolina Rolfö (Svezia), Keira Walsh (Inghilterra, che al momento è riconosciuta come la protagonista del trasferimento più caro della storia del calcio femminile: nel 2022 il Barcellona la prese dal Manchester City per 470mila euro) e Caroline Graham Hansen (Norvegia). Su tutte spiccano però Alexia Putellas, nome vicino alla leggenda per la realtà spagnola (anche per via del suo ruolo di rappresentante “sindacale”) e Aitana Bonmati, che dell’ultima Champions è stata eletta miglior giocatrice. Attenzione anche a Giulia Dragoni, classe 2006 che è partita da piccolissima dai campi della milanese Franco Scarioni e che, a 17 anni, è stata messa sotto contratto nientemeno che dalla miglior squadra d’Europa.
Nel Lyon c’è la norvegese Ada Hegerberg, che è la miglior marcatrice della storia della Champions League (59 gol), e c’è una quantità enorme di talento ed esperienza, grazie a Wendie Renard, Dzenifer Marozsán (tedesca), Danielle van de Donk (neerlandese) e Lindsey Horan, colonna della Nazionale Usa e appena tornata in Europa (fu al Psg fra il 2012 e il 2016). Il Bayern München punta ad andare oltre la semifinale, cosa mai successa finora, e lo fa con un mercato significativo: tra le altre è arrivata la danese Pernille Harder, una delle attaccanti più produttive di tutta la scena mondiale. L’ultima delle grandi è il Chelsea, che la finale l’ha raggiunta nel 2021 e che poggia sull’australiana Sam Kerr e su una rosa incredibilmente internazionale (14 le “bandiere” rappresentate nell’organico). Il Psg schiera, fra le altre, la neerlandese Lieke Martens e la svizzera Ramona Bachmann, mentre il Real Madrid vuole continuare la sua rapida crescita (la storia delle merengues è iniziata nel 2019, quando la polisportiva guidata da Florentino Pérez ha rilevato lo storico Club Deportivo TACÓN (che in italiano significa Tacco ma che era scritto in quanto acronimo – stava per Trabajo, Atrevimiento, Conocimiento, Organización e Notoriedad, ovvero “Lavoro, Coraggio, Conoscenza, Organizzazione e Visibilità). Per farlo, ci sono in rosa diverse campionesse del mondo con la Spagna, c’è la giovanissima e fenomenale colombiana Linda Caicedo e c’è il pilastro della Nazionale francese Sandie Toletti. Fra i tantissimi talenti sparsi fra le 16 squadre pretendenti, occhio anche a quelli della Roma: Manuela Giugliano ormai è una garanzia a livello internazionale, la canadese Evelyne Viens promette benissimo e Valentina Giacinti è attaccante di razza che sa lasciare il segno anche in Europa.


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