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Pallamano, fra Mondo ed Europa è dominio Francia – Respinto l’assalto nordico

La pallamano internazionale ha assegnato, in successione, il titolo mondiale femminile e l’oro europeo maschile. Alla fine delle due rassegne, che si sono concluse fra Köln (Germania, 19750 spettatori!) e Herning (Danimarca, 12031 spettatori), è stata la Francia a godersi il trionfo, resistendo all’assalto portato dai Paesi del NordEuropa. In campo femminile, le bleus hanno vinto il terzo titolo mondiale della loro storia, superando in finale la Norvegia e vendicando così l’epilogo del 2021, quando a imporsi furono proprio le scandinave. Fra gli uomini, invece, quello vinto nella rassegna in Germania durante il mese di gennaio è il quarto oro continentale francese, a distanza però di 10 anni dall’ultimo conquistato. La finale è stata peraltro una riedizione di quella del 2014, con la Danimarca costretta, come in quella occasione, a guardare i galletti festeggiare.

Pallamano, un seguito enorme. Meno che in Italia…

Delle enormi affluenze di spettatori per sole finali abbiamo già detto. Il Comitato organizzatore degli Europei ha diffuso numeri per certi spaventosi: la partita inaugurale, fra Germania e Svizzera, ha raccolto alla Merkur Spiel-Arena di Düsseldorf qualcosa come 53586 spettatori. Le 65 partite della rassegna hanno messo insieme 1.008.660 spettatori (sì, più di un milione…) e le immagini delle partite, trasmesse fra tv e servizi Internet, hanno raggiunto la considerevolissima cifra di 45 milioni di persone. Il Mondiale femminile, svoltosi fra Danimarca, Svezia e Norvegia (Herning, Frederikshavn, Helsingborg, Gothenburg, Stavanger e Trondheim le città ospitanti), è stato trasmesso in 180 Paesi (siamo vicinissimi ai livelli del Mondiale, maschile, di calcio) ed ha raccolto la cifra complessiva di 344399 presenze dal vivo, numero più basso soprattutto per via delle capienze minore dei vari palazzetti, rispetto a quelli tedeschi. Detto che gli organizzatori dei Campionati europei maschili (condivisi fra Portogallo, Svizzera e Spagna) del 2028 stanno pensando di far giocare la finale al Santiago Bernabeu di Madrid (sì, proprio lo stadio della squadra calcistica più famosa al mondo), come siamo messi a seguito in Italia? Male. Detto che Sky ha trasmesso le partite decisive delle due rassegne, complessivamente la pallamano è purtroppo definibile come “sport minore”, sia per quel che riguarda la diffusione, sia parlando di livello internazionale. La Nazionale femminile è stata tenuta fuori dal Mondiale (il primo allargato a 32 squadre) dalla Slovenia (33-21 e 31-25 i risultati del doppio confronto di qualificazione), la selezione maschile non ha passato lo scoglio del girone preliminare, non riuscendo a strappare neppure un risultato positivo dalle partite con Francia e Polonia e limitandosi a sconfiggere due volte la Lettonia.

Un iride a tinte blu

Francia, quindi, sul tetto del mondo. Le bleus hanno infilato un successo via l’altro, partendo dalla sorprendente fatica con l’Angola (30-29) e arrivando alla finale con la Norvegia (31-28), già affrontata e superata nel girone eliminatorio. Le scandinave ci hanno provato, trascinate da Henny Reital – poi eletta miglior giocatrice del torneo – ma, dopo l’illusorio 7-9 toccato nel primo tempo non sono più riuscite a rimanere davanti nel punteggio. Dalla sua, la Francia ha goduto delle parate di Laura Glauser (miglior portiere della rassegna) e dalle reti di Chloe Valentini ed Estelle Nze Minko, inserite poi a fine torneo nella formazione ideale del Mondiale. Nessun premio individuale, ma una presenza granitica nell’economia della squadra francese l’ha avuta Lena Grandveau, 21 anni appena compiuti e un talento incalcolabile (5 reti nella sola finale). Insomma, il futuro francese è garantito e sarà plasmato dal vero demiurgo della pallamano in blu, ovvero Olivier Krumbholz: 65 anni, è stato l’allenatore dei tre titoli mondiali francesi (2003, 2017 e 2023), del titolo europeo del 2018 e anche dell’oro olimpico vinto dalla Francia a Tokyo 2020. Krumbholz, che conta in tutto 7 podi mondiali, guiderà le blues anche agli ormai vicinissimi Giochi, dove guiderà le sue giocatrici a una doppietta iride-olimpo che sarebbe a dir poco storica.

Mondiali, gli altri verdetti

Norvegia, seconda, quindi. Le scandinave hanno perso per la quinta volta una finale mondiale, ma il bilancio nazionale su scala mondiale ha dell’eccezionale: 4 titoli, appunto 5 secondi posti e anche tre medaglie di bronzo. In patria, il piazzamento non è stato preso granché bene, visto che in tanti se la sono presa con l’allenatore della selezione, l’islandese Þórir Hergeirsson, al timone ininterrottamente dal 2009. Da allora a oggi, sotto la sua guida, la Norvegia ha vinto l’oro olimpico di Londra 2012, tre Mondiali e cinque Europei, ma, evidentemente, non si può vivere di rendita da quelle parti… “Ci sono mancate tante soluzioni tattiche”, la sintesi dei rimbrotti arrivati da più parti in direzione di Hergeirsson. A completare il podio iridato, la Danimarca, che nella finale di consolazione ha superato la Svezia ottenendo il quarto bronzo della sua storia. La classifica finale, per quel che riguarda le posizioni di riguardo, si completa con, nell’ordine, Germania, Montenegro, Paesi Bassi, Cechia, Brasile e Ungheria. La graduatoria ha importanza tutt’altro che trascurabile, dato che il piazzamento ha permesso a tutte queste Nazionali (eccettuate Danimarca e Brasile, già qualificate per via dei piazzamenti ai rispettivi campionati continentali), dalla Svezia in giù, di staccare il biglietto per i mini-tornei che metteranno in palio l’accesso al tabellone olimpico e che si giocheranno a metà aprile. Danimarca e Svezia hanno visto anche tre loro giocatrici nella formazione ideale della rassegna: sono Louise Burgaard, in maglia biancorossa, Linn Blohm e Nathalie Hagman, per la Nazionale delle Tre Corone. A chiudere il settetto perfetto, la norvegese Stine Bredal Oftedal. Sul piano individuale, la ceca Markéta Jeřábková (che di norma gioca in Norvegia nelle Vipers di Kristiansand), è stata la “capocannoniere” del torneo, con 63 reti in 8 partite, mentre la tedesca Viola Leuchter, 19 anni, ha vinto il premio come miglior giovane del Mondiale. Premio che le è stato consegnato con qualche settimana di ritardo, poiché Leuchter si era gravemente infortunata proprio nell’ultima partita della rassegna, la finale per il quinto posto che la Germania ha disputato con il Montenegro. Segnaliamo che il premio prevedeva anche una parte in natura, dato che alla giocatrice tedesca è stato consegnato un buono di 500 Euro da spendere nei supermercati di una nota catena…

Uomini – Un oro da appendere al Louvre

A livello maschile, nel XXI secolo nessuna Nazionale ha vinto quanto la Francia: 3 ori olimpici, 5 mondiali (sono 6, contando quello del 1995) e quattro europei, compreso quello appena conquistato. Oltralpe, la pallamano è uno sport molto diffuso, parecchio praticato ed enormemente seguito, se si pensa che la sola finale di Köln è stata vista, fra tv e altri mezzi di trasmissione, da 5.7 milioni di persone nella sola Francia. Come le colleghe al Mondiale, i bleus hanno vinto tutte le partite giocate, con un crescendo di emozioni e di momenti topici che ha toccato probabilmente il suo picco nella semifinale con la Svezia. I francesi sono stati sotto nel punteggio per buona parte del secondo tempo e, in pratica, lo erano anche allo scadere dei 60′ di gioco: in quel momento, però, con la Svezia avanti 26-27, gli arbitri hanno decretato un tiro di punizione dai 9 metri per la Francia. Palla in mano a Elohim Prandi, davanti a lui un letterale muro fatto di colossi svedesi, oltre al portiere Andreas Palicka. Ebbene, Prandi si è inventato “questa cosa” qui sotto, che ha mandato la partita al supplementare e che ha di fatto ribaltato completamente la situazione, spianando la strada al successo francese…

In Francia, Prandi, che ha rischiato grosso dopo essere stato accoltellato durante la notte del Capodanno 2022, è diventato un vero eroe nazionale, con la foto del suo incredibile gol che è stata definita un “capolavoro da appendere al Louvre”. Gli svedesi l’hanno – ovviamente – presa malissima, tanto che nell’immediato dopogara hanno promosso un ricorso nei confronti della Federazione europea (Ehf) contestando la regolarità del gol di Prandi: la norma vuole infatti che il giocatore che si incarica del tiro di punizione abbia almeno un piede a terra al momento del tiro, cosa che secondo gli svedesi non è avvenuto. La Ehf ha respinto il ricorso e i galletti sono andati in finale con la Danimarca, facendo una faticaccia (supplementare) anche in questa occasione, ma finendo la partita, pure stavolta, dalla parte giusta della storia. La Svezia, poi, si è consolata con il bronzo, superando la Germania nella finale di consolazione e staccando così il biglietto di qualificazione per Parigi 2024.

I migliori e la leggenda

Il miglior giocatore del torneo è stato il francese Nedim Remili, che ha fatto registrare la cifra da primato di 53 assist lungo l’arco della competizione. A comporre la squadra ideale dell’Europeo 2024 ci sono il danese Mathias Gidsel, il tedesco Juri Knorr, lo svedese Hampus Wanne, l’austriaco Robert Weber, il portoghese Martim Costa e il francese Ludovic Fabregas, oltre al portiere della Germania Andreas Wolff. Necessario citare anche Nikola Karabatic, che va per i 40 anni e che con la Francia ha firmato l’ennesimo successo di una carriera inimitabile. Karabatic ha fatto parte di 11 delle 12 spedizioni internazionali che la Francia ha concluso con l’oro al collo (non c’era al Mondiale del 2001 perché era appena sbarcato nei campionati dei “grandi”) e vanta il pazzesco primato di aver vinto 21 “scudetti” su 22 campionati disputati, dal 2001-02 al 2022-23, in attesa di vedere come andrà a finire quello attualmente in corso. Nel suo passato c’è però anche una condanna giudiziaria, comminatagli per aver truccato, insieme a diversi compagni di squadra (fra cui il fratello Luka) una partita del campionato francese, Montpellier-Rennes, nel 2012, quando Karabatic giocava proprio nel Montpellier (che peraltro aveva già matematicamente vinto il campionato). All’epoca la punizione della giustizia ordinaria (2 mesi di reclusione, sospesi, e 10mila euro di multa) fu decisamente più pesante di quella inflittagli dalla Federazione francese, che gli comminò una squalifica di 6 partite. Ora, lui e la “generazione d’oro blu” sono attesi all’appuntamento più importante, quello delle Olimpiadi in casa. Olimpiadi a cui sperano di arrivare, per l’Europa, anche Spagna, Slovenia (in girone con Brasile e Bahrain), Germania, Austria, Croazia (con l’Algeria), Norvegia, Ungheria e Portogallo (con la Tunisia), che animeranno i tornei di qualificazione in programma a metà marzo. Passano le prime due di ogni gruppo.

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