Nella seconda settimana di maggio Cheile Gradistei, nel cuore della Transilvania, ha ospitato gli Europei 2024 di Mountain Bike. Posizionato in apertura di una stagione che presenterà anche i Mondiali (ad Andorra) e le Olimpiadi di Parigi, l’evento continentale ha raccolto comunque diversi nomi importanti nelle varie griglie di partenza e ha visto sbocciare più di qualche giovane talento.
Slovenia, un altro fenomeno?
Lei si chiama Maruša Tereza Šerkezi, arriva da Kamnik e non ha ancora compiuto 17 anni. Bene, nel suo primo anno da Junior ha vinto tutte e due le prove dell’Europeo, percorso corto e distanza olimpica, e lo ha fatto dopo aver chiuso davanti a tutte anche sei delle sette gare che aveva affrontato in stagione prima di dominare le prove continentali. Nella gara lunga, Šerkezi si era ritrovata in pieno traffico subito dopo la partenza, ma ha saputo raggungere la testa della gara già prima che finisse il primo giro: da lì in poi, ha confezionato una prova perfetta, lasciando la seconda classificata, la svizzera Lara Lienher, a più di 1’30” di ritardo a fine corsa. A oltre 2′ è arrivata poi l’italiana Giada Martinoli, che ha così conquistato il terzo gradino del podio. Qualche giorno prima, nella XCC, la promessa slovena aveva fatto in pratica lo stesso, tenendosi dietro la già citata Lienher e l’ungherese Regina Bruckner. Bronzo, quest’ultimo, ai limiti del clamoroso: “Le gare su distanze corte per Juniores da noi non ci sono – le parole di Bruckner con la medaglia al collo, raccolte da BringaSport – Una volta arrivati qui in Romania, il tecnico della Nazionale, László Benko, mi ha chiesto se me la sentissi di provarci e io mi sono detta ‘perché no?'”. Ne è valsa la pena, in effetti. Settimana nell’ombra, invece, per Eva Herzog: l’austriaca è la migliore della graduatoria mondiale di categoria Junior, ma ha chiuso al 25esimo posto la gara corta e non è partita per quella lunga.
In MTB la Svizzera c’è sempre
Al primo posto del medagliere degli Europei MTB 2024 c’è comunque la Svizzera, Nazione di riferimento del panorama delle ruote grasse. Gli elvetici hanno chiuso con tre ori, cinque argenti (fra cui i due sopracitati di Lienher) e tre bronzi. I titoli li hanno portati a casa Sven Sommer (Junior corto, è il terzo di tre fratelli, tutti specialisti di mountain bike e ciclocross), Finn Treudler (U23 olimpico) e Monique Halter (idem), mentre sul secondo gradino del podio ci sono saliti anche Micha Alder (Junior corto), Dario Lillo (U23 corto) e Luke Wiedmann (U23 olimpico). Podi pure per la staffetta, per Nicole Koller nella gara corta delle Elite e per Anina Hutter in quella lunga U23. Peraltro, la Svizzera non aveva in gara diversi grandi nomi della sua scuderia e qualcuno di quelli presenti, come Filippo Colombo, è rimasto sotto le attese: i rossocrociati hanno comunque chiuso al comando anche la “classifica a punti”, ottenendo 26 piazzamenti fra i primi 8 delle varie gare e dimostrando una volta di più una profondità di settore decisamente invidiabile.
La Danimarca sta andando anche fuoristrada
Su asfalto, la Danimarca è, da tempo, una delle superpotenze mondiali. Lo sviluppo ad alto livello dell’attività sta iniziando a coinvolgere anche le specialità “sterrate”, dato che i biancorossi nordici stanno sfoderando qua e là talenti di enorme qualità. Alle gare continentali rumene non c’era Albert Withen Philipsen, che è campione del mondo Junior in carica e che è anche un nuovo potenziale fenomeno di polivalenza, dato che va fortissimo anche su strada, tanto che la Lidl-Trek lo ha già messo sotto contratto, fino al 2028. La Danimarca ha comunque vinto l’oro Junior nella prova olimpica, grazie al 18enne Nikolaj Hougs, altro prospetto di enorme livello (attualmente è sesto nella graduatoria mondiale stagionale di categoria). Fra i più “anziani”, poi, splende la stella di Simon Andreassen, che è stato il migliore nella gara corta e che stava per fare il bis sulla distanza olimpica, prima che una foratura lo costringesse ad accontentarsi dell’argento. Andreassen sta vivendo un’ottima stagione, ha vinto anche una prova di Coppa del Mondo, ma non è ancora sicuro del biglietto per Parigi 2024: la Danimarca non è infatti ancora sicura di avere due posti per la gara maschile e il selezionatore nordico dovrà valutare, in caso di un unico biglietto, se portare lui o Sebastian Fini Carstensen, altro specialista di ottimo livello, seppur fin qui poco brillante in stagione.
Grandi nomi e azzurri a segno
Uno è quello della francese Pauline Ferrand-Prevot, che ha vinto la prova corta, tenendosi dietro la neerlandese Puck Pieterse. Quest’ultima, però, si è presa la rivincita sulla distanza olimpica, competizione in cui la francese si è ritirata dopo essere caduta più volte. La gara breve maschile ha visto invece il successo, fra gli U23, di Joseph Blackmore, corridore che sta facendo sfracelli su strada, a livello Continental, e che per questo è stato promosso, giusto pochi giorni, fa con effetto immediato fra i professionisti, con la maglia della Israel-Premier Tech. I sentieri transilvani hanno regalato soddisfazioni anche all’Italia. Simone Avondetto ha colto infatti una vittoria pesantissima nella gara Elite, sfruttando anche l’incidente meccanico che ha condizionato la gara del succitato Andreassen. Gli azzurri hanno poi conquistato il gradino più alto del podio nella staffetta mista (6 corridori, uno per categoria), schierando lo stesso Avondetto, Chiara Teocchi, Giada Martinoli, Matteo Siffredi, Valentina Corvi e Mattia Stenico.

Europei Ciclismo, programma ricco
Le gare di mtb di “fondo” sono state le prime di un 2024 pieno di appuntamenti, a livello continentale. Rimanendo nel settore, ci saranno quelle di Downhill (9-11 agosto, in Svizzera), di Marathon (18 agosto, in Danimarca), di Cross Country giovanile (6-10 agosto, in Svezia) e di Eliminator (sede e momento ancora da definire). A breve (29 maggio-2 giugno) Verona ospiterà le gare continentali di Bmx velocità (settore che vivrà invece i suoi Mondiali proprio in questi giorni) e il Veneto avrà anche la rassegna europea di Gravel (13 ottobre). Gli Europei Junior e U23 in Pista si disputeranno a metà luglio a Cottbus (Germania), mentre a fine settembre Jeumont (Francia) sarà lo scenario delle gare continentali di Trial. Ben più in là, a novembre, Pontevedra (Spagna) sarà teatro degli Europei di Ciclocross. Piatto forte saranno poi le gare su strada, in programma in Belgio, nelle regioni del Limburgo Belga e delle Fiandre, dall’11 al 15 settembre.
Europei Mtb 2024, il medagliere
| Nazione | Ori | Argenti | Bronzi | Totale |
| SVIZZERA | 3 | 5 | 3 | 11 |
| DANIMARCA | 2 | 1 | 3 | |
| ITALIA | 2 | 2 | 4 | |
| SLOVENIA | 2 | 2 | ||
| GERMANIA | 1 | 2 | 3 | 6 |
| FRANCIA | 1 | 1 | 1 | 3 |
| GRAN BRETAGNA | 1 | 1 | 2 | |
| PAESI BASSI | 1 | 1 | 2 | |
| CECHIA | 1 | 1 | ||
| AUSTRIA | 1 | 1 | ||
| UNGHERIA | 1 | 1 | ||
| NORVEGIA | 1 | 1 | ||
| SVEZIA | 1 | 1 | ||
| UCRAINA | 1 | 1 |
Europei Mtb 2024, la classifica a punti
| Nazione | Posizioni fra i primi 8 | Punti |
| SVIZZERA | 26 | 125 |
| GERMANIA | 18 | 75 |
| ITALIA | 11 | 44 |
| FRANCIA | 6 | 35 |
| GRAN BRETAGNA | 6 | 31 |
| DANIMARCA | 5 | 27 |
| PAESI BASSI | 5 | 23 |
| AUSTRIA | 4 | 21 |
| SLOVENIA | 2 | 16 |
| SVEZIA | 3 | 15 |
| CECHIA | 3 | 11 |
| UNGHERIA | 2 | 8 |
| BELGIO | 2 | 7 |
| NORVEGIA | 2 | 7 |
| ESTONIA | 2 | 6 |
| UCRAINA | 1 | 6 |
| SLOVACCHIA | 1 | 4 |
| SPAGNA | 3 | 4 |
| LETTONIA | 1 | 3 |


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