Ciclismo

2021: come cambia il panorama femminile

Dopo una stagione, per i noti motivi, il ciclismo femminile prosegue le sue pedalate verso una nuova era. Più squadre al massimo livello, più corse, più atlete, più impatto sui media di tutto il mondo. Insomma, tutto “più”, con prospettive che non sembrano essere state fiaccate dalla crisi globale del 2020. A poco più di due mesi dall’inizio del calendario agonistico internazionale, si sono già mosse tante cose, fra formazioni e cicliste, e altro ancora succederà.

Le squadre

Nel 2020 erano 8 le squadre con licenza World Tour: Alè Btc Ljubljana (Italia), Canyon-SRAM (Germania), CCC-Liv (Polonia),  FDJ Nouvelle Aquitaine Futuroscope (Francia), Mitchelton-Scott (Australia), Movistar (Spagna), Sunweb (Germania), Trek-Segafredo (Stati Uniti). Di queste, tutte ripartiranno nel 2021, con la Liv che perde il sostegno della CCC, la BikeExchange come risultato della “muta” della Mitchelton e la DSM che presta il suo nome e i suoi colori alla ormai ex Sunweb (come capita al maschile). Inoltre, ci sarà anche una nona formazione di caratura mondiale: è la Sd Worx (licenza dei Paesi Bassi e campionessa mondiale in linea, Anna van der Breggen, in organico), nuova denominazione per la storica Boels Dolmans. Giusto per dare un’idea del tipo di marchio che è stato coinvolto nel mondo del ciclismo femminile, l’azienda belga Sd Worx – servizi per le imprese – dà lavoro a circa 5mila persone in tutta Europa. Ma anche fra le “non World Tour” c’è parecchio di nuovo e di stimolante per l’intero movimento. Il 2021 sarà il primo anno di attività femminile per la Jumbo-Visma (Paesi Bassi), una delle squadre assurte a riferimento nelle ultime stagioni del ciclismo maschile. La franchigia giallonera ha già dichiarato inoltre di voler richiedere la licenza “massima” per l’annata 2022. Sempre nei Paesi Bassi dovrebbe vedere la luce la Ciclismo Mundial, formazione che dovrebbe portare su strada alcune delle più brillanti interpreti della scena del ciclocross. Dall’Irlanda arriva invece il Team Rupelcleaning, mentre l’Astana diventa A.R. Monex, formazione di licenza italiana ma dall’anima messicana. In attesa delle nuove affiliazioni UCI, che dovrebbero prendere corpo nelle prossime settimane, le squadre che guardano alla stagione 2021 sono 44 (35 Continental e le 9 World Tour sopracitate). E, sempre in chiave futura, in Norvegia sono al lavoro per varare una nuova squadra, l’espressione femminile della Uno-X, che vedrà la luce nel 2022: i maschi sono una Professional, ma la dirigenza scandinava per le donne ha ambizioni tali da voler partire subito dal massimo livello. “Però, non possiamo – lamenta il general manager Jens Haugland – Il regolamento UCI impone infatti di fare almeno un anno da Continental, anche se rispettiamo tutti i criteri previsti per essere una World Tour. Ma perché non accelerare?”.

Le atlete

Tanti i cambi di casacca rilevanti in vista della nuova annata. Ne scegliamo 10, per risultati passati e prospettive future. Necessario cominciare dalla neerlandese Annemiek Van Vleuten, che da anni è una sorta di “cannibale” della scena e che però nel 2020 si è dovuta accontentare dell’argento Mondiale e che ha dovuto rinunciare alla vittoria del GiroRosa per via di una caduta. Su di lei punta la Movistar per iniziare a mietere successi. Cambia maglia anche Marianne Vos, che a 33 anni e con alle spalle una carriera in cui ha vinto tutto (ma davvero tutto: bastano i 3 Mondiali, l’oro olimpico del 2012, tre Giri d’Italia e 231 successi complessivi a rendere l’idea?) riparte dalla nuova realtà targata Jumbo-Visma. È invece la Canyon-SRAM a presentare sotto lo striscione di partenza della stagione la statunitense Chloe Dygert: 24 anni, un 2020 fatto di una sola gara – i Mondiali a cronometro, finiti con una tremenda caduta – ma un talento che l’ha già portata a indossare una maglia iridata (2019, sempre a crono) e a fare razzia di successi nelle gare del calendario nordamericano. Attraversa l’Atlantico anche un’altra ragazza-sensazione, Megan Jastrab: lei di anni ne ha 18 e alle spalle ha solo corse Juniores, fondamentalmente dominate. Vestirà i colori del Team DSM. Nuova avventura per la migliore interprete belga su strada, ovvero Lotte Kopecky, che ha lasciato la compagnia di bandiera Lotto Soudal per approdare alla Liv: la 25enne di Rumst è una garanzia per le gare di un giorno, così come l’australiana Chloe Hosking, che ha lasciato la Rally Cycling sposando la causa della Trek Segafredo. Inevitabilmente, tanti colpi sono maturati dopo la scomparsa dell’Equipe Paule Ka, che in precedenza era Bigla-Katusha e che nel 2020 vantava un gruppo di cicliste decisamente futuribile. Lì hanno pescato in tante, compresa la Canyon, che si è assicurata la 22enne neozelandese Mikayla Harvey, mentre la britannica Elizabeth Banks ripartirà con i colori della Ceratizit. Chiudiamo con un’azzura, la cremonese Marta Cavalli, che, a 22 anni e dopo un 2020 fatto di notevoli piazzamenti nelle corse di un giorno, è entrata nell’organico della FDJ.

L’anno che verrà

Le prospettive per il movimento paiono illimitate, come dimostra anche il calendario del World Tour, in continua e costante espansione. Al netto delle difficoltà dovute alla pandemia (è già saltata, ad esempio, la Ronde van Drenthe, prevista nei Paesi Bassi per il 14 marzo), il primo appuntamento è la Strade Bianche del 6 marzo; a seguire, tutte le classiche del Nord “tipicamente maschili”, compresa la Paris-Roubaix, che vivrà (l’11 aprile) la sua prima storica edizione al femminile. Il 2021 vedrà anche la prima edizione del Giro dei Paesi Baschi (3 tappe). Sul piano dei Giri, spiccano il Women’s Tour (Gran Bretagna, 6 giorni di gare) e il Boels Ladies Tour (Paesi Bassi, sempre 6 giorni). Riproposta la Challenge La Vuelta, che si svilupperà su tre frazioni, come nell’edizione del 2020. Dal calendario mondiale sparisce il GiroRosa, che ha perso i gradi World Tour per via di mancati requisiti organizzativi (in particolare sul piano della trasmissione televisiva). La corsa a tappe italiana comunque si farà, dal 2 all’11 luglio, e rientrerà nel calendario UCI europeo.

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