Con il primo giorno del 2021 è iniziata l’edizione numero 15 del Tour de Ski. L’edizione è di quelle particolari visto che, causa pandemia, non c’è il pubblico e, soprattutto, non c’è la Norvegia. Niente Johannes Klaebo, niente Therese Johaug, quindi, e nessun esponente della Nazionale storicamente più forte e completa, sia a livello maschile che femminile: restando alla sola classifica generale del Tour de Ski, fra le donne, era dominio “norge” ininterrotto dal 2014, mentre gli scandinavi avevano trionfato quattro volte negli ultimi sette anni. Nel 2021, però, non accadrà niente di tutto questo, visto che la Federazione norvegese ha ritirato i suoi atleti non condividendo i troppi viaggi richiesti dal calendario della competizione, come già era successo nelle recenti tappe di Coppa del Mondo. “Salteremo solo tre-quattro fine settimana all’interno di una stagione e di una carriera – le parole di Pål Golberg, uno dei grossi calibri della squadra norvegese – Ci sono studi che dimostrano che il Covid può causare danni ai polmoni, un aspetto che rafforza la convinzione di non voler essere contagiati”. Detto che la totale assenza dei “rossoblù” dal Tour de Ski condizionerà anche le lotte per le generali di Coppa del Mondo, si aprono scenari notevolmente diversi rispetto al passato.
Dopo due tappe
In Val Mustair (Svizzera) si sono disputate due tappe, una sprint e una partenza di massa. Al maschile, un successo per l’italiano Federico Pellegrino, che nella specialità veloce si conferma uomo da battere – Norvegia o non Norvegia – e, sulla distanza lunga, un dominio per il russo Aleksandr Bol’šunov, che a questo punto pare già ben lanciato verso la doppietta, dopo il successo nella generale del 2020. Possibili avversari? Il maturo svizzero Dario Cologna e uno stuolo di altri russi: ne sono arrivati 5 fra i primi 10, Bol’šunov a parte, con tanto di rovinosa caduta che ha coinvolto Belov e Chervotkin quando erano rispettivamente terzo e secondo… Fra le donne, due giorni di gare e due vittorie per Linn Svahn, giovanissima (21 anni) stella emergente di casa Svezia. Proprio la Nazionale delle Tre corone, insieme a quella finlandese, è rientrata alle gare proprio con l’avvio del Tour de Ski, dopo aver saltato i precedenti appuntamenti di Coppa del Mondo. Svahn è partita alla grande, quindi, ma in campo femminile il lotto delle pretendenti alla vittoria finale pare molto ampio: stante l’assenza delle norvegesi ci possono ambire l’altra svedese Frida Karlsson, la statunitense Jessica Diggins, le russe Yulia Belorukova-Stupak e Natalia Nepryaeva e la finlandese Krista Parmakoski.
Come funziona il Tour de Ski
Dopo le prime due prove in Val Mustair, ce ne sarà una terza, domenica 3 gennaio (inseguimento). Pausa di un giorno, poi doppio impegno a Dobbiaco (partenza di massa e inseguimento). Giovedì di riposo e poi gran finale in Val di Fiemme, con una “mass start”, una sprint e la massacrante conclusione sul pendio che porta all’Alpe del Cermis. Le singole tappe valgono sia per la classifica di Coppa del Mondo sia per la composizione della classifica generale del Tour (a tempo), con le due prove sprint che pesano sulla graduatoria sotto forma di abbuoni (1′ al primo classificato, 54″ al secondo e via così). Inoltre, la generale finale del Tour porta in dote una valanga di punti per la Coppa del Mondo: sono 400 punti per il vincitore, 320 per il secondo, 240 per il terzo e via a scendere fino all’ultimo fondista regolarmente all’arrivo, che viene premiato con 5 punti, anche se fuori dai primi 40. Va da sé che l’assenza delle squadre norvegesi taglia fuori le loro stelle anche dalla lotta per i globi di cristallo del 2021. Inoltre, giusto per avvicinare ancora di più la competizione sciistica al ciclismo, da quest’anno c’è anche la classifica a punti, compilata in base ai piazzamenti finali nelle due sprint e nei “traguardi volanti” posti lungo il percorso di alcune prove in linea.
Curiosità asiatica
A parte la scuola giapponese (comunque più avvezza alla combinata nordica che non al fondo), rappresentanti asiatici nel panorama mondiale dello sci “attraverso i campi” sono decisamente rari. In questo Tour de Ski, però, c’era anche un’atleta thailandese, Karen Changloung, peraltro non del tutto nuova a gare internazionali. Il verbo è all’imperfetto perché la sua avventura è già finita, visto che si è ritirata nel corso della seconda tappa.


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